Maria Grazia Pastore racconta la sua “gioia di vivere” a Merano con LILT e NORDIC WALKING ALTO ADIGE

Maria Grazia Pastore racconta la sua “gioia di vivere” a Merano con LILT e NORDIC WALKING ALTO ADIGE

Merano 20 Ottobre 2012
Le parole di Roberta una volontaria della LILT di Merano:

Sabato 20 ottobre, come si può a Merano competere con la “Festa dell’Uva”? Difficile ma ancora più difficile sarebbe stato rinunciare alla presenza di una relatrice come la Dott.ssa Maria Grazia Pastore di Padova, che fra i mille impegni che la vedono attiva e convinta testimone durante il mese della prevenzione del tumore al seno, è riuscita a regalarci la sua preziosissima testimonianza.
Come precedentemente detto dal Dott.Roberto Garro, psicologo e psicoterapeuta, la malattia è una realtà che stravolge la vita, “cancro” è una malattia che già il solo nominarla rievoca i quadri più foschi di una “non vita” futura.
Quale migliore testimonial per sfatare queste paure ancestrali se non una persona che questa realtà se la è vista sbattere in faccia, madre di tre bambini, moglie e donna impegnata, all’età di 48 anni?
La testimonianza forte basata sul racconto di se stessa, delle proprie paure, dei problemi che la cura comporta, della rabbia verso la malattia ed anche verso falsi pietismi o insensibilità, purtroppo a volte anche in quell’ambiente sanitario che dovrebbe capirti e sostenerti, della volontà di proteggere comunque le persone care, ma soprattutto della volontà di riappropriarsi della propria vita. La malattia per lei è diventata una “benedizione” una rinascita, uno scoprire che io posso essere importante per tanti, ma in primo luogo devo essere importante per me stessa.
L’incontro con un istruttore di Nordic Walking che ha saputo risvegliare in lei l’amore per la vita e per la natura ha rafforzato la volontà di combattere per la propria vita, per se stessa e con il suo esempio alimentare sempre la fiamma della volontà e speranza in altre persone colpite da malattia.
Le istruttrici di Nordic Walking, relatrici all’incontro, oltre a evidenziare le potenzialità terapeutiche di questa pratica, sono state l’espressione palpabile della gioia della riscoperta che il N.W. può stimolare. Riscoperta della natura, delle amicizie, della condivisione, della normalità, della semplicità di riuscire a fare un regalo importante alla propria vita e alla propria salute.
In conclusione un bellissimo messaggio è stato dato: “L’ammalato è una persona normalissima che vive un momento di difficoltà, ha diritto di percorrere la sua strada con ed in mezzo alle persone “sane””. Non appiccichiamo etichette sano/malato, ma condividiamo il CAMMINO, sostenendoci e aiutandoci vicendevolmente.

Questi riscontri possono solo dare una carica positiva agli sforzi dei volontari, sono piccoli segnali e passi. È come un bambino che inizia a camminare e di certo, se non demorde, arriverà anche a fare i 100 metri piani.
Oltre a tutto quanto di positivo/negativo che queste manifestazioni portano resta il piacere fra i volontari di condividere questi momenti fra un discorso serio e una barzelletta il tempo vola, e arriva il momento di dover “disfare il banchetto” e prepararsi alla prossima avventura.

(Maria Grazia Pastore)

Infatti in primavera cercheremo di ripetere questa esperienza a Bolzano e a Egna in collaborazione con la LILT e il Centro tumori…. conoscere il nordic walking per sorridere….

Share

Leave a reply

Name (required)

Website