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lug 29

DENTRO IL MIO CAMMINO DI FATIMA

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19 LUGLIO 2015, ARRIVO A LISBONA
Il giorno dell’entusiasmo:
Siamo tutti entusiasti per questa nuova avventura che ci aspetta e pieni di meraviglia per questa cittá luminosa e multiculturale, un insieme di decadenza e modernitá che affascina, forse perche in fondo la scoperta di nuove culture ci incuriosisce e allarga gli orizzonti dell’anima.
In particolare questa volta mi ha colpito molto il lato spirituale della storia di DSC07908Lisbona, come ad esempio la storia di s. Antonio, che gli italiani chiamano di Padova, ma in realtá sarebbe corretto chiamarlo S. Antonio di Lisbona.

 

 

DSC0792620 LUGLIO , LISBONA – ALVERCA
il giorno del perchè:
La mattina nella hall del lussuosissimo albergo c’è fermento, tutti i camminatori a sistemarsi lo zaino per affrontare il primo giorno del “Caminho”, un viavai di valigie e cestini viaggio per il pranzo. La partenza dalla cattedrale del Sè e la visita mattutina alla chiesa di S. Antonio, che tanto mi ha colpito, ce le gustiamo proprio. Poi incominciamo a seguire le frecce gialle per Santiago e quelle azzurre per Fatima che nel primo tratto seguono lo stesso tracciato. Non è facile trovarle perchè si nascondono dietro cartelli11264874_10207384520601178_5159700323318460263_n stradali, sui muri, nei posti più impensabili e ci sembra di giocare alla caccia al tesoro.
10897132_10207384448959387_3603215108821616084_nDopo due ore e mezza stiamo ancora camminando attraverso Lisbona, dobbiamo attraversarla per andare verso nord seguendo il fiume del Tejo. I quartieri sono completamente diversi tra loro, dall’Alfama al quartiere dell’Expo…, molto interessante vedere questa diversità, purtroppo però il cammino si snoda attraverso vie assolutamente non turistiche e molto trafficate. Il passo del DSC07933gruppo è decisamente da maratona, mentre io rimango in fondo per non risvegliare la mia tendinite e fare anche foto. Già comincio anche a chiedermi se ce la farò a tenere il passo per questi 31 km e mentalmente calcolo che a questa velocità, facendo i 5 km/h dovremmo metterci circa 6 ore e, compresa anche una sosta di un’ora per il pranzo, sicuramente verso le 16 saremo già in albergo.
11231314_10207384409918411_2969955765620133542_nSono positiva, l’esperienza del cammino mi incuriosisce molto, mi sento carica.
Dopo 3 ore di cammino però sento cambiare qualcosa dentro di me, l’entusiasmo lascia il passo ad una domanda che cercava già da un po’ di farsi strada…. “perchè?”
“Perchè” lasciare la mia bella casa, le mie belle montagne, sulle quali frotte di turisti vengono a cercare un po’ di paradiso, per venire fino in Portogallo a camminare su un percorso bruttissimo, scomodo, sporco e polveroso sotto il sole cocente di luglio?
Come dicevo, il cammino non è turistico, abbiamo camminato lungo la ferrovia, lungo strade strette e trafficate sulle DSC07953quali si affacciavano officine di ogni tipo, sotto le autostrade, nelle zone industriali avvolte da immondizie ormai prigioniere degli innumerevoli arbusti scheletrici, nella polvere di un Portogallo secco, attraverso cantieri stradali… Il rumore e l’odore di asfalto misto a smog inoltre ci accompagnano sempre e impediscono al nostro io di rilassarsi ed entrare in armonia con il cammino.
11781788_10207384403278245_91667839643323648_nLasciata finalmente la città con la sua periferia ci inoltriamo per un sentiero sterrato, lungo il quale troviamo tantissimi arbusti di more buonissime che a noi paiono come un incoraggiamento divino per il povero pellegrino.
Il paesaggio è brullo , ma non bello e la domanda mi assilla DSC07947sempre di più…. faccio sempre più fatica a muovere le gambe con mio grande stupore perchè ho camminato spesso su distanze da 20 km, quindi dovrei essere allenata! Poi capisco, c’è un grande lavorio dentro di me: è la testa il problema, non le gambe. Abituata come sono a camminare in paradisi verdi su percorsi collinari o montani, ma sempre rigeneranti nonostante lunghezza e dislivello, mentalmente rifiuto di camminare su un cammino così e faccio veramente fatica.
Pino si accorge che qualcosa non va e ne parliamo. Mi spiega che fare 30 km in pianura, usando sempre gli stessi muscoli, è molto più impegnativo per noi che non scalare una montagna. Un terreno vario, anche scosceso, fresco e verde è paradossalmente più facile da affrontare.
Quindi rompo gli indugi, voglio essere sincera con lui e gli rivelo che secondo me é proprio un problema di testa il mio perché il percorso non mi piace. Lui mi dice che anche nella vita ci sono momenti brutti ma bisogna superarli. Devo fare assolutamente qualcosa per aumentare la mia resilienza. Sono delusa dal cammino e da me stessa, non so come lavorare su me stessa. Avevo lavorato per allenare i muscoli, ma non sono preparata a lavorare sulla resilienza.
Se non fossi stata con il gruppo Ways, con Pino e Chiara, che si prodigano per aiutarti, io sarei giá tornata indietro dopo 3 ore sole di cammino! Sono fortunata perche camminare con un gruppo di persone cosi simpatiche ti permette di scambiare opinioni chiacchierando e di superare meglio le distanze. Da sola non ce l’avrei mai fatta…ma il problema é che siamo solo al primo giorno dei 5 dedicati al cammino!!Ma come ha fatto Pino a camminare da Lourdes a Finisterre sul Cammino di Santiago per 26 giorni macinando cosí tanti km?? Lui poi non si ritirava negli alberghi lussuosi in cui pernottiamo noi, ma dormiva nel sacco a pelo anche per terra…mahhh…
11705159_10207384520801183_2364358942460811823_nIn una delle nostre soste nel baretto di un minuscolo paesino incontriamo Carlos, l’unico pellegrino oltre a noi, che é in cammino per la quarta volta e ora é diretto a Santiago. Deve compiere circa 600 km, da solo, e anche a lui pongo la fatidica domanda: perché lo fai e soprattutto per la quarta volta? Cos’é che ti spinge sul Cammino? Con molta semplicitá mi risponde “por todo e por nada, c’è spazio per tutto durante il cammino, per stare con sé stessi, per nuovi incontri, per il cibo”….ho alzato il suo zaino di 10kg, un peso enorme da avere sempre sulle spalle! Eppure lui aveva un passo molto piu veloce e leggero del nostro.
Fortunatamente le nostre valigie sono sul pulmann che ci segue, ci sentiamo proprio camminatori viziati.
Probabilmente il mio primo giorno di cammino è faticoso per me anche perchè nello zaino mi porto anche la 11755848_10207384501320696_3950389535358214527_npreoccupazione di aver portato con me mio figlio quindicenne per condividere questa avventura insieme. Lui é la mascotte del gruppo, ma pur essendo molto provato, lui é piu forte di me e mi incita, “dai mamma, non puoi mollare “…stringo i denti, no non posso proprio….ma nella mia mente c’è un pensiero fisso “perché sono qui?” I miei perchè, la mia ricerca interiore continua passo dopo passo, le gambe si muovono sempre meno.
DSC07964A qualche km dalla fine, barcollo, l’orizzonte non é più una certezza. Pino un’altra volta se ne accorge e facciamo un pit stop in un baretto sul Tejo, costringendomi a bere nonostante i crampi allo stomaco.
Vedo che anche i miei compagni di avventura non sono messi DSC07966bene, meno male, non sono l’unica!
In effetti la velocitá del gruppo é diminuita di molto. Qui il territorio cambia, dopo tanta bruttura, siamo quasi in una laguna, campi gialli secchi a destra, sabbia fine, e campi verdi e rigogliosi bagnati dalle acque del Tejo, il cammino qui si snoda su un percorso in legno molto bello, sopra di noi domina un cielo di un azzurro intenso e terso come solo in Portogallo esiste. Per tutto il percorso siamo in pieno sole che regala una luminositá particolare al paesaggio. Penso ai quadri che vorrei fare a casa, con questi colori….In questo tratto DSC07967non ho fatto molta fatica, a conferma del fatto che devo trovare la forza nella DSC07968testa….Insomma, alla fine abbiamo camminato 10 ore,dalle 8 alle 18 brevi soste comprese per fare circa 33 km e la maggior parte di noi é distrutta…..bell’inizio per la nostra resilienza.

 

21 LUGLIO, ALVERCA – AZAMBUJA, 33 KM 11053422_10207392751566947_2208851977397626130_n
Il giorno del SE:
DSC07969Alla Chiesa dei pastorinos ci procuriamo il timbro, che alla fine testimonierà insieme agli altri sul nostro libretto del Cammino la veridicità della nostra esperienza
La guida descrive il percorso di oggi come il più brutto del Cammino di Fatima. Quasi tutto lungo strade trafficate…un altro DSC07971giorno che mette a dura prova la nostra resilienza. Partiamo quindi preparati a non aspettarci nulla e scherziamo sul fatto che SE riusciamo a portare a termine la tappa di oggi, allora abbiamo buone possibilitá di completare il cammino.
DSC07985Chissá pero SE ce la faremo, tutti abbiamo male da qualche parte.
Pino dice che nel Cammino non devi considerare il paesaggio, ma solo il camminare in sé e la meta finale. Mi concentro quindi sull’asfalto davanti a me ed in fila indiana proseguiamo.
11745589_10207392795008033_5226808408474168438_nSolo il pezzo di pedociclabile é molto bello, parchi sportivi, murales, parco alberato con molta ombra….DSC07977 DSC07978 DSC07979 DSC07980 DSC07982
Tappa quasi tutta in solitaria, quando si soffre in genere si é DSC07987sempre da soli. I pensieri iniziano a girare
Continuo a chiedermi perche ho deciso di provare a fare il cammino.
Nonostante tutto comunque mi sento felice di poter provare questa esperienza, molte persone non possono camminare o non possono intraprendere il cammino per motivi di salute o insufficiente allenamento. Io invece sono qui, ho 3 bolle sul piede dx, i quadricipiti e il muscolo ileoipsoas doloranti, come i dorsali, ma sono qui… chissá SE riusciró a finire la tappa di oggi.
Parlando con i compagni di viaggio c’è chi ha deciso di intraprenderlo per trovare pace, per riuscire a dormire la notte, chi vuole mettere tanti più km tra sé e una delusione cocente, chi ha bisogno invece di sfogarsi eliminando tutto lo stress accumulato sul lavoro, chi vuole dedicarsi una settimana per stare con sé stesso allontanandosi dalla famiglia per capirsi meglio, per alcuni è importante il significato religioso della meta…
Io non trovo nessun motivo, se non quello che cerco di combattere la quotidianità con esperienze sempre nuove, ma ora ho capito che la mia quotidianita é splendida.. anche se in fondo lo sapevo già.
DSC07991Gli ultimi 20 km mettono a dura prova i nostri nervi, tutti in solitaria lungo una strada trafficatissima… durante questo tratto ho perso tutto, pazienza, forza, entusiasmo… sarei salita sul pulmann e avrei rinunciato al Cammino.
Mio figlio invece nonostante tutto è più forte di me, vedo che anche lui è sfinito ma pensa in positivo, considera che abbiamo già fatto 2 giorni di cammino e che siamo già a buon punto.

Io credo che il cammino stesso per i primi 65 km almeno, cioè le nostre 2 prime tappe, cerchi di dissuadere in ogni modo il pellegrino dal continuare e lo inviti a tornare indietro, solo coloro che hanno una forte motivazione o un bel gruppo di amici possono proseguire. Solo di tanto in tanto il Cammino ti regala dei bei paesaggi o belle sensazioni per consolarti.

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22 LUGLIO, AZAMBUJA – SANTAREM 36 km 11755744_10207399846064305_3141803991706679279_n
Il giorno del dolore:
11781893_10207399860224659_6733862743127492297_nBella tappa che si snoda tra i campi di pomodori e peperoni lungo gli argini del Tejo. Non siamo nel traffico, ma anche oggi è tutta pianura continua sotto il sole che non ci dá tregua ed é micidiale. I primi 15/20 km cammino sciolta, le anche non dolgono più, le vesciche ai piedi quasi non le sento, poi entro in crisi e soffro ad ogni passo.
11253926_10207399887265335_4185865974021272974_nPino dice che non vedo i begli scorci, ma bisogna essere in forma per apprezzarli… e io devo ammettere che non mi sento bene fisicamente in questi giorni.
La mia indisposizione raggiunge il culmine dopo mezzogiorno, piegata in due dal dolore, le gambe senza forza, credevo di svenire da un momento all’altro. Ora mi spiego tutta questa fatica!!!!

Sono l’ultima in fondo al gruppo, Pino se ne accorge e non mi molla un attimo, ma esclude categoricamente la 10986460_10207399887345337_3034829492553629610_npossibilitá di farmi fare l’ultimo tratto sul pulmann e mi ricorda che devo continuare ed essere d’esempio per mio figlio. Ha ragione, lo so, anche se é dura, quindi stringo i denti e proseguo. Per km solo i campi di pomodori, peperoni e i vigneti sono testimoni dei nostri discorsi e dei nostri silenzi, una crescita personale conquistata attraverso il dolore. Per fortuna la nostra è un’amicizia che dura ormai da parecchi anni, ci ha arricchiti molto e ha saputo anche superare alcuni momenti brutti, un’amicizia schietta di cui sono veramente grata. Non smetterò mai di ringraziarlo per aver lottato affinchè io raggiungessi il mio obiettivo nonostante tutto.
Alla fine della tappa ci aspetta qualche km di forte salita, perchè il paesino di Santarem giace in collina. Quando ho visto il pulmann, l’orgoglio mi ha impedito di salire e Pino e Chiara si sono messi a ridere. Le salite non mi spaventano, ci sono abituata, e anche questa l’affronto bene. Finalmente un po’ di salita! Trovo i miei compagni di viaggio che mi aspettano in un bar del paese per poi fare l’ultimo tratto insieme. Ho apprezzato molto questo gesto e la delicatezza con la quale chiacchierando mi hanno aiutata ad arrivare all’hotel.

A cena quasi non mangio, lascio la bella compagnia e me ne vado a letto, convinta che non potró proseguire per motivi di salute, anche se l’intenzione ci sarebbe.

23 LUGLIO, SANTAREM – MONSANTO 33.8km 580 m di dislivello — 10.30 ore di cammino
il giorno della riscossa:
11141258_10207404985232781_4232236075163332512_nInaspettatamente la mattina mi sento molto meglio, quindi decido di partire, poi si vedrà.
Bellissima camminata tra le colline, giallo verde azzurro i colori che ci hanno riempito gli occhi per tutto il giorno…ulivi eucalipti lecci ci hanno accompagnati, lungo il percorso ci siamo ristorati con buonissime prugne, uva, fichi, more….Una festa di profumi, sapori e panorami!
Oggi finalmente sto bene e il cammino l’ho affrontato con piú entusiasmo.
Meno pensieri profondi quindi durante il cammino, è la sofferenzaDSC08011 DSC08012 che fa scendere in profondità verso la propria anima…
Ne approfitto per parlare con i miei compagni di viaggio, ridere e scherzare delle nostre sofferenze, elaborando il significato del Cammino della vita….
Devo dire che uno degli aspetti che mi è piaciuto di più di questa esperienza è proprio il dialogo con le persone. Durante il Cammino, condividendo sofferenza, paure e speranze, le persone si aprono, tolgono la maschera abituale e diventano vere. Le parole acquistano valore, profondità, alcune ti cambiano, altre ti rimangono nell’anima.11223701_10207405051154429_5464762903724845727_n
Altra piacevole sorpresa è stato constatare il cambiamento di mio figlio. All’inizio pensavo di aver sbagliato a portare un adolescente a fare un Cammino così duro e sentivo di camminare con due pesi, il mio e il suo. Poi invece mi sono accorta che lui in questa esperienza è più forte, più resiliente di me. Con il passare dei giorni il suo cammino è diventato più veloce, i suoi riflessi più scattanti, era sempre in testa al gruppo ed incitava gli altri. Un esempio per tutti.
DSC08020Ha ricevuto innumerevoli complimenti e un applauso ufficiale dal gruppo che tanto ha giovato per la sua autostima e io come mamma non posso fare a meno che assistere da spettatrice a questo suo sbocciare.
Come insegnante invece mi rendo conto che l’esperienza del Cammino gli servirà molto a forgiare il carattere, ad affrontare la fatica e le sfide della vita in modo positivo, ad ascoltarsi, a cercare i segnali… qualità che non si imparano dietro i banchi scolastici.
E il pensiero va anche ai miei studenti, che generalmente non riescono mai a varcare i loro “confini”, o a fare un po’ di fatica studiando meglio, o a rinunciare al cellulare….

Dopo tutto questo susseguirsi di pensieri, anche questa bella tappa è stata lunga considerando i km, il dislivello e le ore di cammino, quindi arriviamo sempre stremati all’arrivo, ma lo spirito è diverso perchè sento che ce la farò a completare il mio Cammino!

24 LUGLIO, MONSANTO – FATIMA , 27 km e 700m di dislivello DSC08030
Il giorno della scoperta e dell’emozione:
Cielo coperto, lieve pioggerellina, fresco, così ci accoglie questa ultima tappa.
Percorso montano con salite e discese, ideale per noi che non sopportavamo più la pianura che ci ha distrutti.
Certo oggi é un viaggio di scoperta e sicuramente l’ansia per l’arrivo importante ci fa camminare piu veloci, piu leggeri… ad ogniDSC08038 modo il paesaggio cambia ancora in continuazione ed è molto verdeggiante.
L’arrivo nel tardo pomeriggio nella piazza di Fatima è stato molto emozionante, ormai si é creato un legame particolare tra di noi che ci ha uniti, si sa che superare le proprie difficoltá condividendole rende i rapporti più veri.

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11742725_10207412652864467_2175655646373114016_n11694872_10207412654384505_118685926433469330_n11745694_10207412662024696_352546556531217055_n                      Nella piazza di Fatima ci siamo abbracciati tutti con lacrime, di gioia, di soddisfazione, di liberazione… sicuramente un’emozione forte per tutti!
Inoltre non dimentichiamo che siamo il primo gruppo di nordic walkers a compiere il Cammino di Fatima ed ad entrare in questa piazza!
Dopo cena, nonostante il freddo e i km fatti, siamo andati con due amici di nuovo nella piazza a fare un giro. Abbiamo assistito alla processione della Madonna, multilingue, con tantissime persone di tutte le nazionalità che pregavano insieme. Questo mi ha colpita molto perchè penso che così dovrebbe essere nel mondo, non si può essere divisi o soppressi per motivi religiosi!DSC08059
Tutti i fedeli procedevano con le candele accese..anche qui é stata un’emozione intensa…e ringrazio proprio i nostri amici per aver condiviso con noi la loro fede…
Dopo anni ho riscoperto anch’io la mia spiritualità.
Porto nel cuore la luce tremolante delle candele di questa notte stellata.

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25 e 26 LUGLIO, FATIMA – LISBONA
i giorni del ritorno:
DSC08069La mattina del 25 inizia con una messa in lingua italiana nella cappella di Fatima, per poi proseguire con la visita guidata nella cattedrale, nella chiesa nuova e nel museo dove sono stati raccolti tutti i doni alla Madonna di Fatima e dove ci spiegano esaurientemente la storia delle apparizioni e dei segreti di Fatima. La visita si conclude nelle case dei pastorelli e nei luoghi dove hanno avuto le apparizioni.
Lasciamo Fatima per proseguire alla volta di Lisbona, dove ci tornano le energie e la voglia di uscire ancora alla scoperta di questa bella città.
Decidiamo di assistere ad uno spettacolo di fado nella casa del Fado nel quartiere del Chiado.
Non si può lasciare il Portogallo senza farci cullare dalla sua musica.
“Le canzoni portoghesi son come barche nel mar che passano da un’anima all’altra rischiando di naufragar” (Pessoa)

11703124_10207384453319496_1652211215286740195_nAlla fine di questa settimana mi dispiace lasciare il gruppo di amici e questa avventura portoghese…
Speravo di provare una esperienza nuova che mi rimanesse dentro, volevo trovare profondità e forza e credo di esserci riuscita, anzi credo di aver portato a casa molto di più.
Ringrazio di cuore Chiara e Pino che con la loro associazione “Ways – dentro il Cammino” ci hanno permesso di provare emozioni, sfidare i nostri limiti e raggiungere i nostri obiettivi.
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